Coprolalia: tutto ciò che c’è da sapere sulla malattia che ha colpito Diana Del Bufalo

La talentuosa Diana Del Bufalo ha di recente ammesso di soffrire di Coprolalia. Scopriamo cosa comporta la sua malattia e se è curabile.

Diana Del Bufalo Coprolalia
Diana Del Bufalo (Instagram)

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI DI OGGI:

Di recente l’attrice e conduttrice ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, ammettendo di soffrire di una malattia molto particolare, la Coprolalia. Diana Del Bufalo ha ovviamente sorpreso tutti, ma in cosa consiste questo disturbo?

Romana, nata nel 1990, è figlia di un architetto e di una soprano lirica, e ha masticato fin da bambina l’amore per l’Arte in tutte le sue forme. Nel 2010 riesce ad entrare nel programma Amici di Maria De Filippi, diventando ben presto una delle allieve più amate dal pubblico a casa, pur non riuscendo a raggiungere la fase finale.

Ciò le permette tuttavia di entrare nel mondo dello spettacolo, partecipando a numerose commedie all’italiana e conducendo diversi programmi, tra i quali Colorado, nel 2015, al fianco di Paolo Ruffini, con il quale avrà anche una storia d’amore da quell’anno fino al 2019. In seguito si è legata per poco meno di un mese ad Edoardo Tavassi, oggi concorrente del Gf Vip 7.

Diana Del Bufalo: cos’è la Coprolalia, la malattia di cui soffre

“La prima volta che mi è capitato ero nel negozio della ex di mio fratello. Una signora ha chiesto se su una collanina si poteva incidere altro, oltre ai fiori. La ex di mio fratello risponde ‘no, solo i fiori’. E io dico: ‘Marta, magari la signora ci voleva un bel fallo!” ha raccontato al quotidiano Diana. Già, perchè la Coprolalia è una sindrome che porta la persona che ne soffre a dire inadeguatezze, parole spiacevoli fuori contesto o ritenute offensive dalla società.

L’attrice ha spiegato che le capita di solito quando tutti sono molto formali o si sta annoiando. Questa sindrome colpisce soggetti spesso colpiti da nevrosi ossessive ed è anche un ramo della sindrome di Tourette. Le parole pronunciate dall’individuo non sono legate a un particolare sentimento, e possono essere dette senza particolare enfasi. Al momento non se ne conosce una causa scatenante esatta.

Ciò può portare anche a problemi psicologici e sociali, poichè spesso non compreso dalle altre persone, e può portare anche il soggetto a un certo isolamento. Al momento non c’è una cura per debellarla, ma può essere utile una terapia cognitivo-comportamentale, almeno per tenerla maggiormente a freno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *