Non farsi più ferire dagli altri: mini-guida per l’autodifesa emotiva

A volte le parole fanno più male dei gesti fisici. Ci sono persone in grado di ferirci con una semplice frase. Ecco una breve guida di autodifesa emotiva.

guida autodifesa emotiva
Donna sotto stress (Canva)

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Quante volte ci siamo trovate a bocca aperta e impossibilitate a reagire davanti a parole inattese e molto dure di un nostro interlocutore? Frasi che ci hanno colpito nel profondo, magari ferendoci in modi che non pensavamo possibili.

Del resto, si dice spesso che le parole a volte fan più male di un’offesa fisica. Ed effettivamente spesso è così, e capita che non si riesca nemmeno a reagire come si vorrebbe, magari colte di sorpresa o spiazzate da tanta veemenza tutta assieme.

Come fare, allora, per “difenderci”, evitando che ciò ci colpisca troppo in profondità, magari dando il giusto peso a quanto successo e reagendo nel modo più consono? A fornire utili consigli ci hanno pensato due persone che di bullismo ne sanno qualcosa, la modella (ebbene sì) Elisa Sednaoui e lo scrittore e formatore Paolo Borzacchiello. La coppia ha scritto un libro che è una piccola guida all’autodifesa emotiva, che dà ottimi consigli su come comportarci in questi casi.

I consigli della guida per l’autodifesa emotiva per reagire alle offese

Il primo consiglio del libro Nessuno può farti star male senza il tuo permesso, Breve corso di autodifesa emotiva edito da Mondadori, è di analizzare la percezione che abbiamo di noi stessi, trovando definizioni alternative a quelle che di solito usiamo per descriverci negativamente. Se non siamo particolarmente belli, ad esempio, diventeremo “diversamente affascinanti”. Grassi? Saremo “morbidi”. Ci vuole allenamento, ma il cervello è una spugna, e assorbe con il tempo.

Il secondo è quello di leggere appena possibile e circondarsi di persone positive, ovvero quelle che non tendono a lamentarsi o a criticare gli altri in continuazione. Un modo per allontanare quel tipo di concetto da noi. Un altro esercizio utile è quello di tenere il nostro cervello impegnato con pensieri positivi, magari trovando 5 pregi di noi stessi o 5 fatti lieti al giorno.

Nel libro ci sono poi suggerimenti più specifici su come ribattere ai “bulli”, ad esempio nel caso si riceva un’offesa. In questo caso si tratta di smontare il rapporto vittima-carnefice. Il suggerimento degli autori è di rispondere con una frase tipo “Dimmi qualcosa che già non so”. Infine, l’autoironia è una grande arma da usare contro persone di questo tipo: usandola, magari scherzando su alcuni nostri aspetti noi per primi, toglieremo loro la possibilità di accanirsi.

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