La Terra gira sempre più veloce, ci rimette Internet – questi sono i danni

Un cambiamento epocale sta per avverarsi a livello collettivo, a causa di un fenomeno dal grande impatto inevitabile. La Terra gira sempre più veloce, ci rimette anche Internet: i danni che dobbiamo aspettarci

Terra gira più veloce
Terra (Pixabay)

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C’è un fenomeno che lentamente si sta avverando a nostra insaputa e che potrebbe trasformare al realtà per come la conosciamo: la Terra gira sempre più veloce. Ovviamente si tratta di piccolissime frazioni di secondo impercettibili, che tuttavia esercitano un loro effetto concreto, fino ad uno scenario allarmante. Variazioni per le quali non è ancora chiara la causa scatenante: potrebbe trattarsi dello scioglimento delle calotte glaciali o dei moti del nucleo interno. Quel che è certo è l’assoluta inconfutabilità dell’affermazione inaspettata quanto veritiera: l’aumento della velocità del moto di rotazione della Terra è reale.

Potrebbe anche essere il risultato delle naturali oscillazioni originate dall’imperfetta sfericità della Terra, definite “Oscillazione di Chandler“, che potrebbero condurre ad uno spostamento dell’asse terrestre nel corso del passare del tempo. Ma cause a parte, la preoccupazione è l’impatto che tali trasformazioni potrebbero esercitare sulla collettività e la realtà per come la conosciamo fino ad oggi. Anche il mondo Internet subirebbe gravissimi danni: l’allarme di Meta getta luce sulle conseguenze.

La Terra gira più veloce: i danni

Terra gira più veloce
Tempo (Pexels)

Quello dei cambiamenti di velocità del moto di rotazione della Terra è un tema che non riguarda una straordinaria eventualità, mai prima avveratasi. La scienza ci dice che 1,4 miliardi di anni fa la Terra impiegava meno di 19 ore per compiere una rotazione completa, prima di raggiungere le 24 che contraddistinguono oggi l’arco della nostra giornata. Ne consegue dunque che ogni cambiamento in questo senso potrebbe sortire effetti conseguenti sulla nostra concezione del tempo, come la storia ci insegna.

Il periodo in cui si è iniziato a tenere precisamente e attentamente il conto sono gli anni Sessanta, non senza registrare cambiamenti e adottare azioni conseguenti. Sono infatti ben 27 le volte in cui sono stati adottati i “secondi intercalari“, ma sempre di segno positivo, ovvero aggiuntivi. L’ultima volta è accaduto nel 2016, quando l’orologio ha segnato le 23:59:60, per un impercettibile rallentamento che ha obbligato il tempo ad aggiungere un secondo intercalare.

Ma questa volta tutto sarebbe diverso, in quanto è l’accelerazione del moto di rotazione della Terra a preoccupare, ed il secondo intercalare questa volta dovrebbe essere negativo, cioè tecnicamente l’ora dovrebbe segnare le 23:59:58 prima di passare al giorno successivo. L’impatto sulla realtà è complesso e richiede un attenta ricerca, ma è Meta a gettare luce sui “devastanti” effetti che subirebbe la tecnologia. I software si basano infatti proprio su timer e pianificazioni, ne conseguono non quantificabili danni in questi termini ai sistemi. Sarebbe la prima volta in cui si presenta come necessario l’introduzione di secondi intercalari in negativo e le conseguenze, nel concreto, non sono ponderabili.

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