Aumento dei casi di influenza e covid, mancano i pediatri di base: la verità è sconvolgente

Aumentano i vari casi di infezione sia dovuti all’influenza che al covid-19. I genitori stanno prendendo d’assalto i pronto soccorsi pediatrici. Svelato il motivo per cui i pediatri di base mancano e come non andare nel panico. 

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Malanni stagionali e coronavirus, famiglie in panico (Canva) – Haircare.it

La pandemia ha letteralmente sconvolto gli equilibri. Con l’emergenza del covid-19 molti ospedali sono stati presi d’assalto sia per quanto gli adulti che i bambini. La paura e il panico dei genitori è tangibile, tanto da invadere i pronto soccorsi pediatrici per un non nulla. 

Aumentando i casi sia di influenza che di contagio del virus covid, spesso non si è capaci di distinguere l’uno dall’altra, ed essendo che i pediatri di base mancano sul territorio italiano, la prima cosa è precipitarsi all’ospedale. 

Un episodio che ha sollevato il polverone della mancanza di pediatri è avvenuto a Milano. Una coppia con un bambino di 20 mesi che presentava la febbre a 39 hanno dovuto rinunciare alla visita in quanto l’attesa era troppo lunga e le condizioni della sala d’aspetto del pronto soccorso lasciavano a desiderare, oltre alla lentezza con cui si analizzavano le diagnosi dei piccoli pazienti. Fortunatamente con un antinfiammatorio la febbre calò, e quindi si sono allontanati dal pronto soccorso pediatrico. 

Influenza e covid, mancano i pediatri di base, ecco il motivo

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Ospedali al collasso, mancano i pediatri (Canva) – Haircare.it

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I casi di influenza e covid 19 hanno incrementato il lavoro dei pediatri. L’età della popolazione più colpita è tra i 0 ai 4 anni, che dopo gli anni della pandemia ne sono usciti privi di anticorpi e quindi più soggetti ad infezioni virali. 

Molti dei piccoli pazienti che si presentano all’accesso del pronto soccorso pediatrico sono bambini che da 0 ad 1 anno, presentano febbre, tosse violenta. Alcuni presentano bronchioliti, che tendono ad aver bisogno di un supporto ventilatorio con ossigeno, e nei casi più critici e complessi si tende al ricovero. Gli accessi al pronto soccorso tendono ad essere circa 90 al giorno, il problema fondamentale è che i posti per la pediatria in ospedale tendono ad essere scarsi. 

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Neonato al pronto soccorso con difficoltà respiratorie (Canva) – Haircare.it

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Il problema principale è che l’assegnazione dei pediatri dura fino ai 6 anni, mentre molte famiglie tendono a ritardare il passaggio al medico di base fino ai 14 anni. Inoltre ogni tre pensionamenti c’è l’inserimento di un medico nuovo, motivo per cui iniziano a scarseggiare pediatri su tutto il territorio. 

Secondo la Federazione Italiana dei Pediatri, sarebbe necessario incrementare il numero dei pediatri inserendo personale giovane. Questo è il primo anno che torniamo alla normalità, e rispetto agli anni scorsi dove era il covid 19 a spaventare adesso ci pensa l’influenza stagionale, per cui molti bambini non sono vaccinati. 

Si cerca di fronteggiare la situazione attraverso ogni mezzo possibile, tuttavia molti rinunciano alle visite in pronto soccorso a causa dei disagi e rinunciano alla chiamata al pediatra libero e si affidano ai professionisti privati per cercare di placare le loro ansie e preoccupazioni.