Vitamina D: gli integratori servono davvero? Il parere dell’esperto

Gli integratori di vitamina D servono davvero? Il parere dell’esperto, Enzo Spisni, ci chiarisce meglio la situazione.

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Come già noto la vitamina D è essenziale per mantenere un buon funzionamento dell’organismo (apparato cardiocircolatorio, scheletrico, sistema immunitario e altre funzioni legate all’apparato digestivo). Oggi, infatti, si cerca di rimediare per chi ha carenza di questa vitamina all’assunzione frequente di integratori. Invece di ricercarla in prodotti naturali. Secondo un recente studio, non solo gli anziani ma anche molti giovanissimi soffrono di questa carenza. L’esperto Enzo Spinsi spiega che frequenti episodi di diarrea o ritardo della crescita, che possono essere scambiati per celiachia, sono causati da una carenza di vitamina D. 

Il dottor. Spinsi inoltre spiega che queste ragioni sarebbero legate al proprio stile di vita. Un’alimentazione non variegata, che dovrebbe prevedere almeno tre volte alla settimana l’utilizzo di pesce, ottima fonte di vitamina D. L’esposizione solare, ormai quasi inesistente poiché molti ragazzi si chiudono in casa davanti ad uno schermo, invece che giocare o uscire all’aria aperta.

Gli integratori sono davvero necessari? Ecco la risposta

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Integratori (Freepik)

Secondo un recente studio riportato dal Dottor John Mandrola cardiologo, pubblicato su Medscape, evidenza che non c’è nessun vantaggio per chi assume integratori della vitamina D, ma anzi potrebbe risultare controproducente. Bisogna tener conto comunque che le indagini eseguite sono state svolte su pazienti con patologie cardiovascolari e in alcuni casi oncologiche, mentre la vitamina D gioca un ruolo importante in molte altre patologie. Per esempio, in pazienti gravemente obesi la somministrazione di vitamina D, essendo liposolubile, viene catturata dalle cellule adipose che la rendono non dispensabile per l’organismo.

Inoltre teniamo conto che la situazione americana è molto differente da quella italiana. Il dottor Spinsi, infatti, spiega che negli USA la somministrazione di un integratore può arrivare fino a 10 mila unità/die, in Italia invece fino a 2 mila unità/die. Un elevato dosaggio altrimenti sarebbe da considerare un farmaco e servirebbe la prescrizione di un medico. Nonostante la vitamina D sia liposolubile e accumulandosi nell’organismo può portare a problemi seri, spiega l’esperto, un elevata assunzione di quest’ultima può essere ben tollerata persino dai bambini.

Quindi cosa bisogna fare? Il Dottor Enzo Spinsi esorta i pazienti ad un controllo costante di questa vitamina fondamentale. Se necessario bisogna intervenire secondo le prescrizione mediche con opportuni integratori. Inoltre risulterebbe fondamentale agire sulla propria alimentazione, integrando il consumo di pesce e preferire delle belle passeggiate al sole per mantenersi in salute.

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