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Zara e Bershka in pericolo, i dipendenti protestano contro il colosso spagnolo

Scritto da
Maria Longo

Zara e Bershka nonostante i bei risultati ottenuti continuano a trascurare le esigenze dei dipendenti. Fin dove arriverà quindi la loro protesta? La situazione è drammatica. 

Zara proteste dipendenti
Zara interno negozio – Instagram

Negli ultimi anni ci siamo fatti coccolare dalle numerose catene di negozi di abbigliamento estere che hanno trovato ben presto fortuna nel nostro territorio nazionale. Amati da chi fa dello stile una missione di vita. Brand quali Zara, Stradivarius, Bershka, solo per citarne alcuni hanno letteralmente stravolto il modo di vestirsi per le giovani e non solo. Merito indubbiamente dei loro prezzi competitivi e che ti permette quindi di avere spendendo poco capi alla moda e glamour.

Questi colossi del settore fashion hanno in maniera incredibile portato anche del lavoro alle giovani e giovani addetti alla vendita. Sembrerebbe tutto perfetto, ma sappiamo bene che non è così. Non è un caso che alcuni colossi spagnoli – quelli sopra citati – siano quindi in pericolo. Cosa sta succedendo? Scopriamolo subito.

Zara e Bershka, cosa accadrà al colosso spagnolo?

Rossetto Zara – Instagram

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In queste ore i brand dell’abbigliamento stanno vivendo momenti non tanto lieti, complici ovviamente i dipendenti i quali hanno deciso di alzare la voce e farsi sentire. Ed è questa a protesta che si è consumata a Milano, precisamente a Piazza San Babila dove i commessi dei marchi sopra citati si sono lasciati andare ad uno sciopero assolutamente sentito. Il motivo infatti è ben preciso.

“Una società che nonostante risulti essere al terzo posto nel settore a livello mondiale per gli utili raggiunti del 2022, non ha alcuna intenzione di riconoscere un premio per i propri lavoratori italiani”, a quanto pare  le aziende nonostante abbiano registrato un +41% di profitti nel 2022 rispetto allo scorso anno, non sono stati previsti né riconosciuti dei benefit a favore dei dipendenti.

Sciopero in piazza – Pixabay

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso se pensiamo che gli stessi lamentano delle condizioni contrattuali abbastanza precari; quasi tutti assunti part-time e con stipendi che appaiono insufficienti per fronteggiare il caro vita di questi ultimi tempi. Uno sciopero che acquista ancora più valore visto il periodo particolare, di solito dedicato agli acquisti natalizi. Dal canto suo ha fatto sapere la multinazionale spagnola che si impegnerà per “…aumentare il benessere e la qualità della vita dei nostri dipendenti”.

Scritto da
Maria Longo