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guidecura delle unghieFiberglass, Acrilico o Gel UV?

I tempi in cui l’estetista rimuoveva solamente le cuticole, limava e metteva lo smalto, sono finiti, e non ritorneranno. Oggi i clienti richiedono molto di più, presentandosi con vari problemi ed attendendosi di trovare la soluzione nel loro centro di bellezza di fiducia. Da qui è nata l'importanza di migliorare le proprie qualifiche e di effettuare corsi appropriati di Ricostruzione Unghie.
La maggior parte delle donne sogna da sempre unghie ben curate e lunghe, questo perchè molte di esse sono insoddisfatte della loro forma naturale, o più semplicemente soffrono dei classici problemi di rottura e striatura delle unghie.
Quando i rinforzanti per le unghie, la manicure, le diete adeguate e gli integratori falliscono, la natura deve essere aiutata.
L'allungamento e la modellazione delle unghie, se eseguite correttamente da un tecnico del settore, garantiscono unghie forti ed eleganti.
Il cliente che ha ricostruito le unghie, dovrebbe essere rivisto due volte al mese. La prima visita è necessaria per eseguire la manicure ed eliminare le cuticole, la seconda per eseguire il ritocco (“Refill”), altrimenti se si vuole fare tutto in una sola seduta bisogna effettuare la manicure dopo il ritocco.

La frequenza delle visite presso un centro specializzato dipende molto dal metodo utilizzato. Attualmente i metodi che possono essere utilizzati sono tre:
- il metodo Gel UV
- il metodo Acrilico
- il metodo Fiberglass.
Tutti questi metodi sono validi, a condizione che il loro utilizzo sia corretto e si rispettino le esigenze del cliente. Per scegliere un metodo è importante considerare anche l’occupazione del cliente e la sua situazione finanziaria. Si deve inoltre sapere che non ci sono prodotti cattivi e quasi mai sono i prodotti a danneggiare le unghie. E’ il cattivo uso di quest’ultimi che spesso ne viene fatto, che ha diffuso ad esempio l’opinione che le Tips danneggiano le unghie.
La Ricostruzione delle Unghie, come qualsiasi altro settore della cosmetologia, è in via di sviluppo, di conseguenza è necessario aggiornare costantemente la propria formazione professionale, leggendo articoli in riviste specializzate o effettuando corsi di aggiornamento.

In questo articolo, vogliamo confrontare i tre metodi dal punto di vista delle esigenze del cliente e di chi effettua la ricostruzione.
Il metodo più nuovo, che è e sta diventando sempre più popolare, è il metodo Fiberglass. La tecnica è semplice: l’unghia deve essere leggermente opacizzata con la lima e la fibra deve essere tagliata per adattarsi alla forma dell’ unghia o della Tip se applicata. Dopodiché bisogna mettere un sottile strato di resina ed applicare l'attivatore con un nebulizzatore, un pennello o un contagocce, al fine di accelerare l'indurimento della resina (questo passaggio dovrà essere ripetuto più volte in base al tipo di unghia in esame). Infine bisogna lisciare e lucidare l’unghia con la lima. Il risultato sarà un’ unghia naturale, molto sottile e che non secca o fa ingiallire la matrice ungueale (l’unghia sottostante).

Inoltre sotto il Fiberglass, l’unghia crescerà sana e naturale.
La fibra del Fiberglass si deve adattare alla forma dell’unghia, quindi essa deve essere modellata prima dell’utilizzo di questo metodo, in accordo con le esigenze della cliente. Questo metodo può essere utilizzato nei seguenti casi: il cliente ha problemi a far crescere l’unghia naturale ad una lunghezza desiderata, si devono riparare le unghie naturali (rotte, danneggiate, piatte), si deve effettuare il ritocco (“Refill”), i clienti vogliono smettere di utilizzare il metodo Acrilico, si devono effettuare piccoli allungamenti del letto ungueale o semplicemente si vuole rinforzare l’unghia naturale. Il Fiberglass può essere usato anche su una singola unghia, ed anche se il cliente non torna per il ritocco, non vi è molta differenza tra l' unghia ricostruita e le altre unghie.
Grazie all’eccezionale resistenza della fibra alle tensioni, le unghie ricostruite con il Fiberglass sono più durevoli e forti rispetto a quelle ricostruite con le altre tecniche. Per questo è consigliata a clienti che fanno lavori molto fisici, in particolare nelle professioni che richiedono costante contatto con l'acqua (Es. parrucchieri), o per le persone nervose che si mangiano le unghie.
Il ritocco (”Refill”) si può effettuare meno di frequente rispetto agli altri metodi, dipende dalla lunghezza del corpo ungueale (la piastrina dell’unghia) e si può arrivare fino ad ogni 5 settimane.
Dal punto di vista di chi effettua le ricostruzioni, anche l'aspetto della salute è molto importante.
Questo metodo vi permette di respirare pochissima polvere durante la lavorazione. Per i principianti invece, spesso è importante il prezzo e questo metodo necessita di pochissimo materiale, risparmiando ad esempio sul costo di acquisto di una Lampada UVA. Questo metodo non può venire definito totalmente sostitutivo a quello con il Gel UV o con l’Acrilico, in quanto è possibile utilizzarlo solamente su chi ha unghie ben formate ed ha un letto ungueale di giusta lunghezza, non si possono inoltre applicare sopra di esso Gel UV o Polveri Acriliche, lasciando quindi la possibilità di colorare e/o disegnare le unghie solamente agli Acrilici Colorati o agli Smalti. Nonostante questi piccoli svantaggi, possiamo pur sempre definirlo come un metodo alternativo, che non deve assolutamente mancare sul banco di un professionista al passo con i tempi, da utilizzare nelle situazioni d’ emergenza (rottura imprevista di un’unghia), per rinforzare le unghie o per effettuare velocemente ricostruzioni più simili alle unghie naturali.

Un altro metodo per ricostruire le unghie è il metodo con Gel UV.
La tecnica è abbastanza semplice. Dopo aver preparato l’unghia alla ricostruzione, con o senza Tip, vengono applicati tre strati di Gel. Ogni strato è asciugato separatamente con una lampada UV. I moderni Gel Monocomponente possono venire applicati in strati sottili, il che rende l’aspetto delle unghie più naturale.
Si deve inoltre sapere che descrivere le unghie ricostruite con questo metodo come unghie “biologiche” non è più corretto. Attualmente, infatti, si trovano principalmente Gel non “biologici”. Ogni massa, di qualsiasi produttore, contiene esclusivamente sostanze chimiche. Vi è stato certamente un grande progresso rispetto alle prime apparizioni sul mercato delle Resine. Non solo sono stati eliminati componenti dannosi, ma si è anche tentato di arricchire la massa con sostanze nutritive, come ad esempio i sali di calcio.
Ormai quasi tutti i prodotti non contengono più acidi e quindi non arrecano più danni alla pelle o alle unghie. Le unghie ricostruite con questo metodo sono un po’ meno resistenti rispetto a quelle trattate con il Fiberglass o con l’Acrilico, si preferisce quindi, differentemente a come dicono molti, sconsigliarlo a persone che fanno lavori molto fisici o persone che si mangiano le unghie ( sarebbe meglio utilizzare l’Acrilico o il Fiberglass) . Il ritocco (“Refill”) deve venire effettuato ogni 3 massimo 4 settimane.

Questo metodo raramente provoca allergie e gli ultimi prodotti sono ormai molto buoni, l’unica spesa consistente è quella di dover acquistare inizialmente la lampada UV.

Veniamo infine al metodo Acrilico, questo metodo è quello che pone spesso maggiori problemi a chi effettua la ricostruzione. E' il più vecchio metodo di ricostruzione delle unghie, ed attualmente viene utilizzato l’acrilico trasparente per dare alle unghie un aspetto più naturale, facendole anche rimanere più sottili. Questa colorazione è disponibile anche per i Gel UV. Con i prodotti per l’Acrilico, bisogna fare molta attenzione alla temperatura dell’ambiente in cui li teniamo, infatti devono essere conservati a temperatura ambiente altrimenti si corre il rischio che si cristallizzano. E' inoltre molto importante far si che sia le mani del cliente che quelle del tecnico siano calde durante la ricostruzione, per permettere una migliore riuscita della stessa. Spesso l’acrilico secca l’unghia, i clienti devono quindi venire incentivati ad usare l'olio per le unghie ogni giorno. Il ritocco (“refill”) deve essere effettuata ogni due settimane, solamente per la prima volta dopo 10 giorni.
Si deve infine sapere che le polveri acriliche possono provocare allergia. Solitamente non accade al cliente, ma a chi effettua la ricostruzione, che stando a contatto ogni giorno con i prodotti diventa sensibile ad essi, per questo si consiglia di indossare una mascherina di protezione durante il lavoro e di mantenere il locale ben arieggiato.

Per concludere, alcuni consigli riguardanti tutti i metodi:

* Insegnare al cliente come proteggere le unghie.

* Consigliare al cliente la lunghezza appropriata delle unghie, in base al lavoro che svolge. Unghie troppo lunghe, soprattutto se il cliente non ha mai avuto unghie lunghe prima d’ora, sono propense a rompersi.

* Utilizzare prodotti dello stesso produttore, marche diverse potrebbero reagire tra di loro.

* Informare il cliente che solo solventi, basi e smalti professionali non danneggiano la ricostruzione.

* Non fumare durante il trattamento, il catrame delle sigarette può essere il motivo di macchie di grasso sulle unghie.

* Non toccare le unghie durante il trattamento, rischiereste di ingrassarle con il grasso delle vostre mani, compromettendo la buona riuscita della ricostruzione.

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